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Questa è la storia di un gruppo di famiglie di disabili che agiscono insieme e operano a Castrovillari, cittadina ridente di storia e bellezza, situata all’ombra dei Monti del Pollino. Dal 1987 hanno imparato a trasformare l’indignazione per l’indifferenza degli altri verso il mondo della disabilità in azioni capaci di abbattere barriere sfavorevoli, determinate dall’etichetta “handicap grave”.

L’aiuto dei VOLONTARI ha aperto alla speranza, a recuperare le relazioni e i pezzetti di esistenza perduti e con responsabilità ci siamo lasciati incantare dai nuovi orientamenti educativi basati sulla modificabilità cognitiva strutturale e l’esperienza di apprendimento mediato del metodo Feuerstein. L’individuo non è un’entità immutabile, e un destino infausto può essere contrastato attraverso un’attività di mediazione in un ambiente di accettazione attiva, colorato positivamente, in cui tristezza, rabbia, ribellione e paura vanno sfumandosi attraverso una sintonia affettiva con “l’altro” che induce all’autostima e a gestire l’emotività.

Valutare i punti forti dei ragazzi disabili, focalizzando gli interessi e creando il successo attraverso i laboratori dell’arte, ha significato porre ognuno all’altezza delle aspettative. Così loro dai palcoscenici magici ci hanno insegnato che “Cenerentola” impara a riscattarsi dalla condizione di sfruttamento e che “La piccola Fiammiferaia ”può scuoterci dal torpore dell’abbandono. E ancora ci incoraggiano con le tavolette di ceramica, da loro costruite, ad abbattere le barriere che impediscono l’accesso ai bus e ai luoghi pubblici, a un bambino non vedente a non sbattere contro macchine parcheggiate sui marciapiedi, o ancora ad indicare il nome delle strade mancanti di targhe.

Così, proprio come i cuccioli dello strumento “Immagine” di Feuerstein, caricati sul dorso della loro mamma che fa da ponte, superano le acque delle fiumare della nostra terra calabra e vanno a ripararsi nel centro A. F. D., dove imparano a leggere nel termine pas-sa-to il bisogno di difendere la loro dignità. I tasti del computer e un passo di danza con le maschere neutre ci dicono di una” Metamorfosi” che ha generato stupore, poesia e cambiamento del significato del bello in un mondo nel quale possiamo vivere insieme ripetendoci: “un momento sto pensando” e grazie per “un sorriso e una mano”, come è scritto nel logo della nostra Associazione.